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Notizie dal Comune

LA TRADIZIONE BANDISTICA A FILADELFIA
Data pubblicazione : 01-02-2011

lOGORiconoscimento delle bande musicali "Ampas Paolo Serrao" e "Diapason G. Gemelli" quali Gruppi musicali di Interesse Comunale. 

L’Amministrazione comunale, con il fine di tutelare e valorizzare le bande musicali - che rappresentano un valore molto importante della tradizione culturale musicale locale - con delibera di Consiglio, ha richiesto al Presidente del Tavolo Nazionale per la Promozione della Musica Popolare e Amatoriale, presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali di Roma, il riconoscimento delle bande musicali di interesse comunale, AMPAS - Associazione Musicale Paolo Serrao"Diapason G. Gemelli, a cui seguirà il successivo “Riconoscimento Nazionale” degli stessi, con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, in occasione della celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Nel nostro Comune esistono i due gruppi bandistici, regolarmente costituiti con atto riconosciuto e composti da un numero rilevante di musicisti residenti nel Comune i quali operano sul territorio, svolgendo oltre ad una meritoria attività culturale anche un'azione di aggregazione sociale, indirizzando, soprattutto, i giovani a gustare e vivere la musica dal vivo come protagonisti, con tutte le suggestioni ed emozioni che questo coinvolgimento determina.


Proponiamo di seguito l’intervento dell’Ass. Marcello Carchedi in Consiglio Comunale.

 

 

La tradizione bandistica a Filadelfia

 

E’ con grande soddisfazione che intendo comunicare l’iniziativa del Ministero per i beni e le Attività Culturali finalizzata al riconoscimento, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dei complessi bandistici cittadini quali Gruppi di Interesse Comunale. Successivamente, con direttiva del Presidente del Consiglio, le nostre associazioni saranno riconosciute di Interesse Nazionale. Il Progetto ha una chiara valenza nazionale e tende, secondo me, alla valorizzazione di un universo musicale poco noto, ma diffusissimo, che ha contribuito ad elevare la qualità musicale e, a livello sociale, a favorire le relazioni tra diverse generazioni, avvicinando un ampio pubblico alla fruizione della musica colta e valorizzando la ricca tradizione locale.

Mi preme chiarire che il mio intervento in merito alla cultura bandistica a Filadelfia non è dettato esclusivamente dal ruolo che assumo come amministratore, ma è motivato dall’esperienza come protagonista poiché, devo dire, ho avuto il privilegio di far parte delle associazioni (AMPAS e DIAPASON) che negli ultimi trent’anni hanno segnato, nella continuità, la storia musicale della nostra città.

 

L'AMPAS - Associazione Musicale Paolo Serrao nasce ufficialmente nel novembre del 1991, costituendosi come Associazione senza scopo di lucro, ma è l'erede del glorioso Complesso bandistico " Città di Filadelfia" che iniziò la sua attività nel luglio del 1978 sotto la direzione del Maestro e compositore Professor Giuseppe Gugliotta. Oggi il Complesso Bandistico Paolo Serrao è rinomato in tutta la Regione Calabria e si esibisce in varie parti d'Italia partecipando a gemellaggi, raduni e manifestazioni di carattere sociale e culturale. Attualmente il Complesso bandistico, diretto dal M° Prof. Francesco Gugliotta, è formato da 45 componenti in gran parte giovanissimi e da diplomati e diplomandi al Conservatorio, nonché dalla presenza di musicisti che da decenni oramai coltivano la passione per la musica bandistica. Tra le tante manifestazioni se ne ricordano alcune:1994 Telethon; 1996 Parlamento Europeo di Strasburgo; 2000 raduno a Roma per l'anno giubilare; 2004 partecipazione alla tra-smissione di Rai Due Domenica in Famiglia; 2004 gemellaggio banda di Ripatransone.

 

LA DIAPASON nasce nel 1998 sotto la direzione del Prof. M° Paolillo Antonio, coadiuvato dai capibanda M° Francesco Conidi e M° Massimo Campisano, Presidente il rag. Giacinto Maiolo ( attuale Presidente Onorario), con la passione comune per la musica, prefiggendosi di tramandare alle nuove generazioni la tradizione musicale della nostra città. Nel corso degli anni tante sono state le manifestazioni di prestigio a cui  il complesso bandistico ha partecipato. Ricordiamo, tra le altre, le due visite al Parlamento Europeo a Bruxelles.  L’associazione Diapason-Gemelli, attualmente diretta dai Maestri Campisano Massimo e Conidi Francesco, unitamente al Consiglio Direttivo composto da : Presidente Caruso Bruno; Vice Pres. Carchedi Marisa; segretaria Mancari Angela; componenti: Marrella Angela(capobanda artistico), Fraone Carmela, Bilotta Gianfranco (capobanda artistico), Carchedi Antonio, Masdea Pasquale, Monterosso Antonio e Scalise Francesco; hanno proposto all’assemblea dei soci, che entusiasticamente ha accolto l’iniziativa, di intraprendere un percorso attraverso la collaborazione con il Direttore della Banda della Guardia di Finanza il M° Ten.Col. Leonardo La serra Ingrosso. “Quale più bel ricordo può descrivere l’emozione che traspariva negli occhi dei musicanti più anziani, Bruno Conidi, Giuseppe Caruso, Servello Pino, Bilotta Pino, Antonio Sammarco e Totò Michienzi, quando hanno vissuto la prima prova diretta dal Maestro Ingrosso. Un’emozione intensa che  ha portato ogni musicante a raddoppiare il proprio impegno ed a seguire con maggior rigore le disposizioni che i nostri Maestri, di seguito, ci hanno impartito. Un lavoro meticoloso sull’impostazione tecnica, sulla morbidezza ed uniformità dei suoni, sull’intonazione. Una nuova programmazione con brani la cui esecuzione rappresenta lo sforzo finale del lavoro compiuto ha portato, quindi,  il complesso bandistico ad esibirsi al concerto di Capodanno 2010 prima ed al Concorso Musicale del mese di maggio poi, ottenendo brillanti risultati. In questo ultimo appuntamento il complesso bandistico si è esibito davanti alla qualificata giuria eseguendo due brani di particolare complessità: Benacus di Roberto Martino e El Camino Real di Alfred Reed ottenendo il primo posto nella sua categoria.  I Direttori Artistici Campisano e Conidi non lesinano impegno e dedizione nell’approntare un programma completo e musicalmente importante, con brani di autori contemporanei e classici immortali, per concludere con un coinvolgente omaggio alle musiche che hanno accompagnato i films del grande Alberto Sordi.

 

Quella musicale è una storia, per la verità, lunga che affonda le sue radici nell’ultimo scorcio del 1800.

 

La figura che ha contribuito a sviluppare il talento musicale di molti cittadini è stato, senz’altro, Paolo Serrao (1830-1907), compositore e direttore d’orchestra. La sua prima produzione, una messa per grande orchestra risale al 1849; ad essa segirono nel 1852, l’opera “L’impositore” scritta per il teatro Del fondo, su invito del Mercadante suo maestro ed amico e, nel 1857 l’opera “G.B. Pergolesi”. Nel 1868 il Consiglio comunale di Napoli gli affidò la direzione del teatro S. Carlo, dove debuttò con La Duchessa di Guisa ch’ebbe notevolissimo successo. Nel 1870 gli fu conferito l’incarico di direttore del Conservatorio di Napoli. Un’altra grande soddisfazione attendeva il Serrao. Nel 1873 egli, per chiamata del Consiglio Comunale di Napoli, fu assunto come Direttore del Teatro di S. Carlo e mise in scena e diresse, come novità per Napoli, l’Aida di Verdi, la cui prima assoluta era stata data al Teatro dell’Opera del Cairo il 24 dicembre 1871: appena due anni prima. S’ignora se alla rappresentazione napoletana fosse o meno presente l’autore: fatto è che con tali esecuzioni il Serrao si conquistò l’ammirazione e la stima di Verdi (tutt’altro che facile a tali cose!) tanto che questi, interpellato dall’allora Ministro dell’Istruzione per un progetto di riforma e riordinamento dei Conservatori d’Italia, scelse il Serrao nel ristretto numero di collaboratori. Questi stilò una memoria, ancora oggi conservata: «Sulla riforma degli Istituti musicali ».

 

Fra i tanti allievi del Serrao emergono i nomi di: Giuseppe Martucci, Leopoldo Mugnone, Franco Alfano, dei due fratelli Romaniello Vincenzo e Luigi, di Florestano Rossomandi, Umberto Giordano, Camillo De Nardis, Ruggero Leoncavallo, Francesco Cilea, Alessandro Longo ed altri. Dopo la dolorosa calamità che colpì la Calabria — il terremoto del 1 settembre 1905 —egli scrisse appositamente una bella pagina musica la «Nostalgia» e volle che il ricavato della vendita fosse devoluto a beneficio dei tanti danneggiati negli affetti e negli averi. Paolo Serrao morì il 17 marzo 1907: compianto non poco e con sincerità da familiari, allievi, artisti, colleghi e da quanti avevano avuto con lui anche semplici relazioni umane.     MELODRAMMI: «L’Impostore», «Leonora de’ Bardi» (o «Dianora de’ Bondi»); «G. B. Pergolesi»; “La Duchessa di Guisa»; «Il Figliuol Prodigo».

E) MUSICA RELIGIOSA: «Gli Ortonesi in Sciò», oratorio in due parti; Messa a quattro voci ed orchestra (dedicata a F. Florimo); «Le Tre Ore di Agonia»; Messa da Requiem, per soli, coro ed orchestra su musiche di Mercadante e dedicata allo stesso; 2 Preludi per organo; molte altre composizioni per voce sola ed organo; per solo, coro ed organo; per coro a più voci, alcune delle quali con pianoforte altre con organo, qualcuna con orche­stra.

C) MUSICA DA CAMERA per canto e piano: una quindicina di brani tra romanze, ballate, canzonette, duetti, ecc. tra cui spicca «Omaggio a Bellini» per coro a quattro voci, strofe declamate ed orchestra.

D) MUSICA PER ORCHESTRA o per alcuni strumenti: una Sinfonia a grande orche­stra; Sinfonia funebre; Elegia per violino (o cello) e piano; Minuetto per arpa ed una abbondante produzione di trascrizioni — circa una quindicina — per orchestra di musiche di Monteverdi, Stradella, Scarlatti, Mercadante, Mendelsshon, Verdi.

E) MUSICA PER PIANOFORTE distinta in due sezioni, egualmente abbondanti: l’una comprende trascrizioni, fantasie o capricci su musiche di altri, la seconda composizione originale.

— Trascrizioni, fantasie o capricci su musiche di altri autori (tutte per pianoforte a quat­tro mani): se ne contano almeno quarantacinque. Autori preferiti sono: Petrella, Rossini, Meyerbeer, Donizetti, Mercadante, Flotow, Bellini, Gounod, Ricci e l’immancabile Verdi.

— Composizioni originali (la maggior parte per pianoforte a due mani, poche quelle a quattro mani): più di una cinquantina. Emergono tra esse: Tema con variazioni, Ballata, Allegro da concerto, due Polacche, varie Tarantelle, Serenata calabrese, Preludio e Fuga, Etude pour le piano, ecc.

E) Rimangono ancora da segnalare alcuni lavori manoscritti di carattere didattico.

E’ proprio per onorare il concittadino Paolo Serrao che nel 1880 il Consiglio comunale decise di costituire una Banda cittadina che debuttò nel 1882. Il successo fu tale che il maestro Papa decise di costituire una filarmonica composta, tra l’altro, di strumenti ad arco ed a plettro.

Il nuovo secolo vide il costituirsi di diversi gruppi bandistici diretti rispettivamente da Nicola Carlisano, Raffaele Maiolo e Biagio Anello. Tutte e tre le formazioni erano intitolate al concittadino Paolo Serrao. Tale frantumazione se, da un lato, poteva essere l’espressione di una vivacità musicale, dall’altro poteva ostacolare la formazione di un gruppo significativo capace di mettere insieme i migliori talenti. Fu così che nel settembre del 1927, l’esibizione dell’imponente e valente Banda di Montemiletto indusse molti cittadini a organizzare una Banda che ricalcasse le orme del passato. Di tale aspirazione si rese interprete e promotore il Dottor Giovanni Gemelli, che, all’epoca ricopriva la carica di Podestà. Conformemente alle delibere municipali degli anni 1880 e 1889, parzialmente eseguite, egli volle che Filadelfia avesse una sua banda: non esitò a tal fine ad accollarsi parte dei debiti contratti per ottenere i necessari finanziamenti. Il Complesso debuttò il 21 aprile 1928. L’eccellente esecuzione del suo repertorio, lirico-sinfonico, fu a lungo applaudita da un numerosissimo pubblico, giunto in città anche dai centri vicini. La “Super Banda”, come fu denominata, costituì un punto di riferimento di ogni complesso musicale. Numerosissimi furono i suoi impegni, sia per il notevole livello artistico raggiunto, sia per i riconoscimenti avuti in occasione di vittoriose competizioni con altre bande di pari organico: riconoscimenti che nel 1931 le consentirono di esibirsi, a conclusione di una lunga tournèe in Sicilia, ai microfoni di Radio Palermo. Frequenti furono anche i concerti tenuti in Filadelfia. L’esperienza della “Superbanda” si concluse nel 1932. Una nuova formazione venne organizzata dal giovane Giovanni Gugliotta che rimase alla direzione fino al 1938. Dopo un intervallo di qualche anno riuscì a riorganizzare un buon complesso bandistico. Siamo arrivati al 1946. Nel 1957, lo stesso trasformò il complesso in Banda-Orchestra “Gugliotta”, che, durante le serate di palco, alternava: la Banda per eseguire musiche sinfoniche; l’Orchestra per eseguire musica leggera.

            Intorno al 1965, dopo il volontario ritiro del Gugliotta, la direzione della banda passò nelle mani di Francesco Servello, nipote del Rev. Don Domenico Servello, musicista accademico.

Nel 1978, un gruppo di musicanti ed alcuni cittadini filadelfiesi unitamente al Maestro Giuseppe Gugliotta decisero di dar vita ad un nuovo Complesso Bandistico composto di 50 elementi, tra i quali vi erano alcuni veterani della Super-Banda.

Dell’attualità ho fatto già cenno. Per concludere questo breve intervento, vorrei citare qualche passo letterario del poeta e scrittore Francesco Carchedi sulla sensibilità musicale del nostro paese, poiché questo giudizio mi sembra efficace per comprendere nel profondo una nostra peculiarità. 

 Nel racconto “La banda” diceva: Chi sa, forse in paese la musica ce l’avevano nel sangue e nel cervello, ché doveva averla fatta il vento quando soffiava e correva come un pazzo per le strade e orchestrava tutto ciò che udiva ed incontrava, e non ve lo sto a dire quel che udiva ed incontrava nel paese (…) Ma che strano paese. La banda era l’unica cosa che vi avesse allignato. Tutto era passato sempre come l’acqua sotto i ponti. Sembrava che tutti proprio fossero musicisti, tutti del paese, che la sera se ne stavano ad ascoltare la banda in palco, silenziosi e stralunati, come se viaggiassero sul carro silenzioso delle stelle.

Già, dovevano averla nel sangue la musica, come fattura del vento e delle stelle…(F. Carchedi)

Forse ha proprio ragione il poeta. Nonostante le scarse risorse e, a volte, anche i contrasti, schiere di giovani si avvicinano alla musica nobilitando la nostra comunità. Sì, forse dobbiamo averla nel sangue, la musica. Per questo mi sento onorato mentre rendo omaggio ai tanti che è impossibile nominare, ma che hanno contribuito a costruire un’identità culturale di cui essere fieri.


 

 

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